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CELEBRARE: GESTI, PAROLE, ATTEGGIAMENTI


COME SERVIRE LA MESSA

Il servizio liturgico non accompagnato da momenti di studio, di formazione, di incontri, non è un servizio decoroso.

La chiesa è la casa di Dio e la sua presenza non è solo simbolica.

Entrando in chiesa è logico quindi salutare il Signore; può essere un segno di croce (che non sia uno scarabocchio indecifrabile) o un leggero inchino.

La genuflessione è una tradizione antichissima: è il saluto riservato al Signore e Creatore, deve perciò essere eseguito con dignità, non con l'andatura traballante di un ubriaco.

Non si può entrare in chiesa correndo, urlando e spingendo il prossimo, chiacchierando e scherzando.

Arrivato in chiesa SALUTA il Signore.

E' normale che per servire all'altare si indossi l'Alba (o Veste o Cotta).

Bisogna aggiungere... che siano pulite le mani... scarpe...

Servire il Signore deve essere una festa!

1.
Prima di lasciare la sacrestia il Ministrante saluta la croce insieme al sacerdote e si incammina con lui.
Si dirige verso l'altare camminando lentamente, mani giunte o intrecciate.

2.
Quando si arriva all'altare si saluta con l'inchino profondo (genuflessione se vi è il tabernacolo con l'Eucaristia).
Mentre poi il sacerdote bacia l'altare, si rimane al proprio posto e si resta in piedi.

3.
Il posto del Ministrante è, normalmente, vicino alla sede del celebrante, durante tutta la Liturgia della Parola.
Deve presentare il Messale per l'antifona d'ingresso, la liturgia penitenziale, fino alla preghiera sull'assemblea.

4.
Mancando il lettore, il Ministrante potrà essere chiamato a proclamare una delle letture; in questo caso dovrà prepararsi con cura prima.
Dopo la proclamazione torna al suo posto e si pone vicino al celebrante, a meno che non gli debba presentare l'Evangelario.
Se il celebrante va all'ambone, per la proclamazione del vangelo, il Ministrante l'accompagna e resta alla sua sinistra.
Se si deve recitare il 'Credo', presenta il testo al celebrante; così anche per la preghiera dei fedeli.

5.
Dopo precederà il sacerdote all'altare, portando, se c'è bisogno, il Messale, che metterà al suo posto abituale.
Se è necessario porterà poi anche il purificatoio ed il corporale, che stenderà sull'altare.

6.
Quindi si reca alla mensola per prendere il calice, la patena, eventualmente anche la pisside, e li porta all'altare.
Presenta a tempo opportuno le ampolline, tenendo nella mano destra quella del vino e nella sinistra quella dell'acqua, stando alla sinistra del sacerdote.

7.
Quando il sacerdote si avvicina, il ministrante porge prima l'ampollina del vino.
Quando ritorna alla mensola, dopo che il sacerdote si è inchinato, egli prende il manutergio, l'ampollina dell'acqua e quando il sacerdote si avvicina gli versa un po' d'acqua sulle dita e poi porge il manutergio.
Prima di lasciare l'altare per riportare tutto alla mensola, saluta con un piccolo inchino.

8.
Allo scambio del segno della pace, il ministrante riceve la pace dal sacerdote e la porta al suo vicino, eventualmente ad un fedele dell'assemblea.

9.
Dopo la comunione porta l'ampollina per la purificazione del calice.

10.
Riprende la patena, il calice, il purificatoio e il corporale e riporta tutto alla mensola.

11.
Ritorna al suo posto dove si mette a sedere.
Al momento giusto presenta il Messale per l'orazione finale, a meno che il sacerdote non sia rimasto all'altare.

12.
Durante la benedizione si inchina profondamente.
Dopo l'inchino all'altare, precede il celebrante fino alla sacrestia.


Bisogna poi ricordare che in sacrestia è bene restare normalmente in silenzio e non correre.

Se c'è bisogno di parlare, non si deve gridare.



[Remigio Ricci - "Mesaretim _ I Ministranti"]



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Maranatha - Riti della Messa

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(data inserimento 12/01/2003 - data ultimo aggiornamento 28/08/2005)

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